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Arte e psicoterapia: i 4 punti di contatto

Psicoterapia

Arte e Psicoterapia: questo articolo non è una lezione di arte-terapia, né un approfondimento dell’utilizzo di contenuti artistici all’interno di tecniche psicoterapiche.

Mi piacerebbe condividere con voi delle riflessioni sui punti di contatto tra due mondi, apparentemente molto distanti tra loro, che invece ritengo essere intersecanti: l’ARTE e la PSICOTERAPIA. Due mondi che amo e che sto imparando a mettere l’uno al servizio dell’altro per ricavare il massimo dalla loro sinergia. 

Quando dipingo, la mia lettura del mondo (che oramai è modulata dalla lettura circolare e sistemica della mia formazione) indirizza la mia creatività e, quando lavoro con i pazienti quella stessa creatività, che mi è intrinseca, mi permette di attingere a linguaggi e registri simbolico-analogici, che facilitano lo svelamento di contenuti particolarmente complessi che risiedono nelle corde emozionali profonde.

L’immagine è Psiche

Ogni aspetto dell’esperienza umana ci conferma che l’immagine sta a fondamento della vita psichica. In termini radicali Jung scrisse che “l’immagine è psiche” (Jung, 1988). 

Psicoterapia e immagine, dunque, è una relazione dall’intenso sapore simbolico e dal profondo contenuto immaginifico ed emozionale. Questo è ancor più vero oggi, dove l’immagine è il mezzo privilegiato di narrazione del Sè. Viviamo all’interno di una società che si esprime e si racconta attraverso le immagini: dalla televisione alla diffusione capillare dei social network, ci muoviamo nell’era della connettività permanente. Vi è un culto dell’immagine in questa nostra società dei selfie, dove il display dello smartphone risulta essere l’interfaccia dei rapporti con il Sé, l’altro e il sociale. 

All’interno del contesto terapeutico, l’apertura all’imaginum mundus permette di porre al centro del lavoro di terapia le rappresentazioni analogiche circa la storia, passata e presente, della famiglia che assumono maggiore senso e trasparenza, in quanto vi è una ridotta invadenza dei meccanismi difensivi. I significati, così, emergono e vengono usati in modo ri-elaborativo. 

Il lavoro con le immagini tende a privilegiare il processo di costruzione e ricostruzione dell’esperienza, attraverso la riattualizzazione e drammatizzazione dell’incontro tra mondi interni nell’area della relazione (De Bernart, 2004).

Ritengo che le forme, le composizioni, i colori, le atmosfere che vengono proposte nei quadri o nelle fotografie possano essere dei veicoli di comunicazione terapeutica, in quanto mezzi non solo espressivi ma anche di introspezione e relazione. Le immagini hanno una forza espressiva intensa che le fa diventare specchio di auto ed etero narrazione.

Credo, quindi, che la psicoterapia e l’arte possiedano cospicui elementi in comune, che le approssimano e, per alcune sfumature, garantiscono una loro sovrapposizione concettuale. 

Punti di contatto tra Psicoterapia sistemico-relazionale e Arte

Qui di seguito vi propongo il risultato di pensieri, studi e riflessioni, che si condensano in 4 punti di contatto che ho ravvisato tra Arte e Psicoterapia sistemico-relazionale

1. Il tutto è più della somma delle sue parti 

Secondo la mia visione un’opera d’arte può essere considerata un sistema, dove “il tutto è più della somma delle sue parti” (Loriedo, Picardi, 2000, p. 111), in quanto essa è il risultato estetico-comunicativo di un insieme di elementi molto differenti tra loro, che si perfezionano e significano vicendevolmente, in un’unica armonica complessità.

Inoltre, un’opera d’arte, così come il sistema famiglia, crea legami con l’ambiente, costruisce ponti con un mondo Altro che la accoglie. 

E così come l’arte produce armonia, anche la psicoterapia relazionale opera allo scopo di ripristinare un armonico assetto all’interno di sistemi familiari inflessibili e stagnanti. 

2. Aprire le porte al possibile 

Entrambe aprono le porte al possibile, ovvero a quell’insieme di universi esistenziali mai pensati e sperimentati prima, attraverso l’espressione di contenuti profondi, di quel Sé autentico, a tratti inconoscibile attraverso i tradizionali mezzi di comunicazione. 

L’arte, sovente, è al servizio della psicoterapia come registro simbolico attraverso il quale è possibile aprire le porte del mondo emotivo delle persone, per far emergere contenuti che con il solo linguaggio verbale (livello cognitivo) non potrebbero venire alla luce. 

L’immagine pittorica è difficile perché vive di pochi strumenti: la linea, il colore-materia, la bidimensionalità del quadro, il gesto, lo sguardo, il riferimento simbolico. È proprio per la sua difficoltà intrinseca che lascia più ampio spazio alla costruzione di immagini mentali e di sentimenti. (Cigoli, 2006, p.70)

All’interno del processo terapeutico è possibile sperimentare la perturbazione dell’assetto razionale tramite un’esperienza estetica: le emozioni e le immagini permettono di aprire nuovi campi di esperienza e di relazione, campi che saranno poi riempiti dalle parole. Questa concezione sottolinea l’importanza del livello “iconico-emotivo” come premessa per il cambiamento (Casadio, 2015). 

3. Tutto è relazione 

Sia la psicoterapia che l’arte si fondano sulla relazione: nella stanza terapeutica si incontrano per la prima volta, all’interno di un comune contesto conoscitivo, due sistemi e il cambiamento può avvenire solo all’interno di una relazione autentica tra la persona-paziente e la persona-terapeuta. 

Così come la psicoterapia, anche l’arte è relazione. Quando siamo di fronte ad un quadro, ad esempio, e non ci limitiamo ad apprezzarne solo il valore estetico, cominciamo a “perderci” nel mondo dell’autore, nella sua storia, nel suo contesto storico-culturale, nelle sue paure. Ci addentriamo così in una relazione, indiretta, sottile ma autentica con l’artista

Alberto Sughi (pittore italiano scomparso nel 2012) scriveva: Il lavoro del pittore non finisce col suo quadro: finisce negli occhi di chi lo guarda. 

Quello stesso quadro, infatti, può fungere da specchio dove trovare dei significati e dei quesiti nuovi. Si è dentro, quindi, anche alla relazione con se stessi.

4. Famiglia

Un altro punto di congiunzione è la famiglia, oggetto di studio privilegiato della teoria sistemico-relazionale e soggetto di moltissime opere d’arte. 

Alla base della terapia familiare vi è l’attenzione posta sulla famiglia come contesto per comprendere le modalitàdi sviluppo e di cambiamento del concetto di Sé e degli altri e sull’osservazione del suo potere di influenzare l’esperienza e il comportamento dei suoi membri (Minuchin, 2009, p.12). 

Salvador Minuchin, padre della terapia familiare, ha definito la stessa terapia della famiglia come una vera e propria forma d’arte: L’arte di entrare nel labirinto di quella famiglia per farvi comparire un filo d’Arianna (Minuchin, 1982, p 10).

Anche l’arte ha da sempre colto l’intreccio relazionale familiare dandogli un volto, un contesto, un significato. Dalle classiche rappresentazioni sacre, ai famosi quadri di: 

Van Gogh “I mangiatori di patate” (1885)

Picasso “La Famiglia Soler” (1903)

De Chirico “La Famiglia” (1926)

Botero “Scena Di Famiglia” (1969)

Psicoterapia, Arte e cambiamento 

La psicoterapia è, dunque, l’arte della scoperta, della trasduzione, del cambiamento. L’arte degli incastri relazionali, delle letture alternative, delle potenzialità individuali messe nel campo del sistema familiare. 

La psicoterapia sistemico-familiare è, dunque, così come l’arte, ed in particolare l’arte pittorica, un viaggio alla scoperta di ciò che è sconosciuto e celato, un viaggio trasformativo che rende ciò che è informe, pieno di confini di definizione. 

Ma la forma finale non è previsibile all’inizio del percorso, bensì è una costruzione progressiva. Il risultato sarànuovo e sorprendente. 

Arte e Psicoterapia sono, quindi, generatrici di cambiamento nell’ottica dell’evoluzione intrapsichica e relazionale.

Bibliografia

Casadio, L., (2015), L’ arte della psicoterapia e la psicologia dell’arte, Mimesis edizioni, Milano

Cigoli, V., (2006), L’albero della discendenza. Clinica dei corpi familiari, Franco Angeli, Milano 

De Bernart, R., (2014), Immagine e famiglia, Istituto Terapia Familiare di Firenze

Jung, C., G., (1988), Commento al segreto del fiore d’oro, in Opere. Vol. 13, Bollati Boringhieri, Torino

Loriedo, C., Picardi, A., (2000), Dalla teoria generale dei sistemi alla teoria dell’attaccamento. Percorsi e modelli della psicoterapia sistemico-relazionale, Franco Angeli, Milano

Minuchin, S., Fishman H., C., (1982), Guida alle tecniche di terapia della famiglia, Astrolabio, Roma

Minuchin, S., (2009), Famiglia: un’avventura da condividere. Valutazione familiare e terapia sistemica, Bollati Boringhieri, Torino

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