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Psicoterapia: quando, come e perché?

Individuo, Psicoterapia

Dubbi e perplessità sulla psicoterapia? Leggi questo articolo e la nebbia si diraderà gradualmente. 

Sembra uno spot pubblicitario, ma in realtà succede spesso che chi desideri iniziare un percorso di cura psicologica, venga assalito da interrogativi a cui, spesso, non si trovano risposte soddisfacenti. 

Ho scritto questo articolo proprio per poter colmare i vuoti, dare risposte, fare chiarezza (seppur sottolineo che la mia è una visione, da addetto ai lavori, che non ha la pretesa di essere esaustiva circa l’argomento trattato). 

Per evitare la confusione di informazioni presenti sul web, quelle che circolano all’interno delle conversazioni tra conoscenti, parenti e amici, per sfatare dei falsi miti e mettere in dubbio alcune certezze sulla psicoterapia che fanno parte di un immaginario collettivo, ormai da considerare desueto, cercherò di parlare di psicoterapia in maniera semplice e chiara. 

Che ansia la psicoterapia

Nel tuo immaginario, probabilmente, già la parola psicoterapia ti fa salire l’ansia: 

“oh no, chissà come potrebbe essere la seduta?” 

“quanto tempo durerà?” 

“cosa penserà di me il dottore se gli raccontassi i miei pensieri più profondi?” 

“e se fossi pazzo?”

“cosa penseranno di me parenti e amici se sapessero che vado dallo psicologo?”.

Vergogna, preoccupazione, indecisione, paura, incertezza, disagio… queste sono le emozioni che si legano a filo doppio ai pensieri su esposti. 

E a questi si aggiunge l’idea dello psicoterapeuta come un signore di mezza età, con piccoli occhiali tondi posti sulla punta del naso ed una pipa in mano, come una di quelle immagini stereotipate che troviamo sul web dello “psicoterapeuta alla Freud”. 

Pensi che per tutta l’ora, rimarrà seduto con gamba accavallata, alternando uno sguardo perplesso ad uno giudicante che ti metterà profondamente in discussione. Dirà pochissime parole, criptiche, di cui probabilmente non comprenderai il senso (e proprio per questo ti sembreranno ancora più importanti) che ascolterai comodamente disteso sul lettino, con i piedi incrociati e lo sguardo fisso al muro. Anche senza volerlo parlerai, parlerai, parlerai fino a perderti all’interno delle tue stesse parole.

Uscirai dalla stanza di terapia “confuso e felice” (come direbbe la concittadina Carmen Consoli), pagherai la prestazione e concorderai il prossimo appuntamento. 

Beh, tutta questa storiella, volutamente ironica, in realtà non è molto distante dall’immagine che molti hanno della psicoterapia. E sono proprio tutte le credenze erronee che alimentano dubbi, incertezze e paure che, come delle barriere, non permettono di accedere alla psicoterapia. 

Ma, ritengo, che per poter scegliere di intraprendere un percorso psicoterapico con consapevolezza, non si possa partire da informazioni parziali ed inadeguate, dalle “voci di corridoio”, ma è necessaria una visione coerente della realtà (seppur di realtà ce ne siano molte e tutte soggettive). 

Dubbi e perplessità: funzionerà davvero?

Ti saresti aspettato/a di leggere come risposta: certo che sì!

Beh, invece ti rispondo con: chi può dirlo? Chi può avere la certezza assoluta dell’efficacia di una qualunque attività che si intraprende per la prima volta?

Anche quando ci si sottopone ad un intervento chirurgico c’è sempre una quota di rischio, una probabilità di insuccesso. 

Ma se quell’operazione fosse necessaria per migliorare la qualità della vita, non la faremmo? 

Per costruire un maggiore benessere bisogna muoversi e fare un passo avanti, seppur nel movimento ci si sente in bilico con il rischio di cadere. 

Per moltissimi anni lo sguardo nei confronti della psicoterapia è stato legato al soggettivismo e all’autoreferenzialità, ma diversi studi scientifici hanno evidenziato l’efficacia empirica dei trattamenti psicoterapici.

L’efficacia della psicoterapia dipende da variabili alcune interne alla terapia stessa ed altre extraterapeutiche: la gravità dei sintomi, la cronicità del problema, il grado di motivazione al cambiamento, l’alleanza terapeutica, il mutuo accordo degli obiettivi da raggiungere, le tecniche e l’orientamento teorico del professionista, le risorse socio-familiari del paziente, il sistema di supporto comunitario, ecc.

Ma sicuramente la variabile più importante e quella che determina più di ogni altra il successo o il fallimento terapeutico è la relazione terapeutica, ovvero quel legame sincero tra professionista e paziente basato sulla fiducia reciproca. 

La relazione è l’essenza del percorso terapeutico.

La relazione è quella che permette la comunicazione profonda, 

è il contesto all’interno del quale si coltiva la fiducia nel cambiamento.

La relazione è la cura.

Chi è lo psicoterapeuta?

Pensi che lo psicoterapeuta sia uno sciamano, un guaritore, un mago che solo con il potere del suo carisma riuscirà a cambiare radicalmente te e la sua intera esistenza?

Non è così!

Lo psicoterapeuta è un medico o uno psicologo che ha frequentato, dopo la laurea, un corso di specializzazione in psicoterapia della durata di almeno 4 anni e che continua a formarsi annualmente per incrementare in modo costante le proprie competenze professionali rimanendo al passo con scoperte e teorie più recenti. 

Lo psicoterapeuta è, quindi, un professionista sanitario che lavora in favore del benessere dei suoi pazienti, ma non ha poteri magici tali da far sparire i sintomi o sollevare dall’angoscia o dallo stress senza che il paziente faccia nulla. 

La psicoterapia, infatti è un percorso in cui terapeuta e paziente esplorano e co-costruiscono insieme delle alternative sia di pensiero che di comportamento, che possano sostituire gradualmente i disfunzionali copioni che la persona è abituata ad agire nella propria vita, per poter raggiungere stati di maggiore consapevolezza personale e relazionale. 

Entrambi, quindi, hanno un ruolo attivo lavorando sinergicamente a favore di un maggiore benessere per il paziente. 

Quindi, se vuoi superare condizioni di impasse e sofferenza attraverso un percorso psicoterapico innanzitutto devi essere motivato e sapere che molto del lavoro dovrai farlo proprio tu, il terapeuta da solo potrà fare ben poco. 

La psicoterapia è un processo relazione che si realizza all’interno di un contesto di cura.

SOS Psicoterapia: quando e perché?

“Chi inizia un percorso psicoterapeutico è matto oppure sicuramente qualcosa di sbagliato in lui/lei c’è sicuramente”.

Beh, questo pregiudizio non solo è dannoso, ma anche irrispettoso. 

Chiunque, e ribadisco chiunque, nel lungo percorso esistenziale può attraversare delle fasi down, può incappare in crisi da superare o problemi da risolvere. 

Può rimanere intrappolato all’interno di relazioni disfunzionali oppure incastrato in sintomi da voler debellare. 

Chiunque può desiderare migliorarsi, aumentare la consapevolezza di sé per raggiungere più elevati gradi di libertà e benessere. 

Quando è utile un percorso di psicoterapia?

  • quando si sperimentano dei momenti, nel corso della vita, in cui si è chiamati ad affrontare delle evenienze interne e/o esterne improvvise o croniche generatrici di disagio e disorientamento;
  • quando si hanno di fronte fasi critiche connesse ai passaggi evolutivi del ciclo vitale (matrimonio, nascita dei figli, rotture relazionali, cambiamenti lavorativi, ecc);
  • quando si attraversano difficoltà emotive, relazionali e/o condizioni stressanti che non consentono di vivere in maniera serena e funzionale la propria quotidianità;
  • quando si hanno dei sintomi che ostacolano l’uso delle proprie risorse all’interno dei diversi contesti di vita;
  • quando si desidera realizzare un lavoro evolutivo per scoprire ed utilizzare il proprio potenziale per raggiungere obiettivi.

In altre parole, è utile richiedere l’ausilio di un professionista psicologo-psicoterapeuta quando, nonostante gli sforzi, da soli risulta difficoltoso uscire dai soliti vicoli ciechi nei quali si cammina, quando la sofferenza ostacola il regolare andamento della propria vita, quando si vuole migliorare se stessi. 

La psicoterapia, infatti, si configura come un work to change ovvero un lavoro a favore del cambiamento personale e relazionale, che apre la persona verso nuove prospettive, letture e comportamenti.

Troppe “psicoterapie”: come fare a scegliere?

In realtà la psicoterapia è una soltanto, quello che cambia tra un approccio e l’altro sono le basi epistemologiche e le pratiche cliniche. 

Immagina come se tu dovessi giungere ad una meta e per farlo puoi utilizzare strade differenti. Ciò che vedrai e le esperienze che vivrai saranno diverse, ma raggiungerai comunque in quel posto specifico. 

Ti parlo dell’orientamento che ho scelto: il modello sistemico-relazionale, che permette di lavorare con, sulle e attraverso le relazioni, al fine di rendere ogni individuo maggiormente consapevole, aumentando i suoi gradi di libertà.

Il terapeuta si connette con il sistema, sia esso famiglia, individuo singolo, coppia, con un atteggiamento di curiosità che permette di co-creare insieme alternative comportamentali. 

L’attenzione non è rivolta solo al tempo presente dove il sintomo si manifesta, ma anche alla storia passata, che può essere riletta attraverso nuove narrazioni che aprono le porte a più funzionali futuri possibili.

L’essenziale non è risolvere il problema, ma che la mia esperienza emotiva, 

la mia esperienza di me, cambi attraverso la soluzione di quel problema.

P. Bertrando

Falsità sulla psicoterapia

  • Lo psicoterapeuta prescrive psicofarmaci

FALSO

In Italia i farmaci possono essere prescritti unicamente dai Medici. 

  • Andare dallo psicoterapeuta significa essere malati di mente

FALSO 

Lo psicologo accoglie e lavora con tutti coloro che desiderino raggiungere livelli più elevati di benessere personale e relazionale. 

  • Lo psicologo-psicoterapeuta comprende e cura all’istante perché appena ti guarda scruta tutta la verità

FALSO

Lo psicologo-psicoterapeuta non ha una sfera di cristallo che gli permette di vedere e prevedere passato, presente e futuro di una persona, non ha poteri magici attraverso cui leggere nella mente e nel cuore dell’altro, non ha in mano la verità, non conosce le risposte a tutti i problemi. Lo psicologo ha competenze, conoscenze e strumenti utili alla creazione, insieme al paziente, di vie alternative che stimolino la persona a sperimentare nuove epistemologie e comportamenti. 

  • Lo psicologo-psicoterapeuta offre solo consigli, tanto vale parlare con un amico

FALSO

Lo Psicoterapeuta non sarà il tuo migliore amico, quello a cui telefonare all’una di notte dopo una brutta serata. Lo psicologo-psicoterapeuta è un professionista della salute che ha acquisito teorie e tecniche d’intervento che mette all’interno del campo terapeutico.

  • Lo psicologo-psicoterapeuta mi trasformerà manipolando la mia mente 

FALSO

L’obiettivo della terapia psicologica non è trasformare il paziente in un essere umano perfetto, snaturandolo, ma aiutarlo ad esprimere al meglio tutto ciò che di buona ha dentro e fuori da sé. 

  • Io sono fatto così

FALSO

Alcune credenze condizionano l’idea circa se stessi ed i comportamenti. “Io sono fatto così” implica una condizione statica ed immutabile che non lascia spazio al miglioramento. 

Ma Cambiare è Possibile!

Se dopo la lettura dell’articolo dovessi avere ulteriori domande rimaste senza risposta contattami pure, sarò lieta di offrirti informazioni concrete e specifiche affinché tu possa prendere decisioni consapevoli per te e la tua vita!

Domande o curiosità? Scrivimi pure

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